Progetto europeo Soil Tribes ospitato da Celestina Gallery.
Il suolo è invisibile.
Non solo perché si trova sotto i nostri piedi.
Ma perché, nella nostra cultura contemporanea, abbiamo perso le
immagini, i racconti e i simboli che ci permettevano di sentirlo vicino.
Per secoli il rapporto con la terra era mediato anche da miti, creature
fantastiche, riti, superstizioni, racconti popolari.
Queste narrazioni non spiegavano scientificamente il suolo, lo
rendevano vivo, presente e degno di attenzione.
Con la modernità abbiamo sostituito quei racconti con dati, grafici e
conoscenze scientifiche. Fondamentali ma non sufficienti in quanto
non ci permettevano di costruire una relazione affettiva con il suolo.
Grounded Connections nasce proprio da questa domanda.
È possibile far dialogare la conoscenza scientifica con nuove forme di
immaginazione?
Durante questi mesi abbiamo provato a farlo. Abbiamo osservato il
suolo al microscopio, ascoltato ricercatori scientifici, esperti di
racconti popolari, esplorato il folklore della Pianura Padana, e
immaginato nuove creature fantastiche.
L’arte non è stata utilizzata per illustrare la scienza, ma è diventata uno
spazio in cui la conoscenza scientifica potesse incontrare emozioni,
memoria e immaginazione.





